giovedì 31 marzo 2011

Bavarese alle fragole

Penso continuamente al mio blog: quando passo l’aspirapolvere, quando faccio la lavatrice, facendo giardinaggio, facendo la spesa e mi dico sempre “dopo posto la ricetta che ho in mente” sempre dopo…poi arriva l’ora di cena e vaiii ai fornelli e poi lavastoviglie quattro chicchiere ed ecco l’ora di andare a letto. E il blog? Domani mi prometto che posto la ricetta e avanti così… Oggi, non ce stato verso ed eccomi qui! Questa ricetta che vi propongo l’ho fatta un paio di settimane fa; mi ha dato l’ispirazione un amico di Simone e mio che ci ha invitato a cena un paio di mesi fa e che ha concluso con una meravigliosa bavarese alle fragole…in realtà tutta la cena è stata meravigliosa…ma questa è un'altra storia...
La ricetta che vi propongo è molto semplice e di sicura riuscita. Le dosi erano per una porzione di dieci persone, ma, la prima volta, per evitare di trovarmi con un metro cubo di bavarese ho provato a fare una piccola dose per due persone. Riporterò tra parentesi le dosi per 2 persone. Et voilà!


Ingredienti: 12 g di colla di pesce – 6 fogli (3 g), 500 g di fragole pulite (125 g), 250 ml di latte fresco (62.5 g), 1 limone buccia grattugiata e succo di metà (una spruzzata), 250 ml di panna fresca (62.5 g), 100 g di zucchero al velo (25 g), 150 g di zucchero semolato (37.5 g)

Preparazione: mettete in ammollo la colla di pesce in acqua molto fredda e lasciatela ammorbidire completamente. Nel frattempo mettete il latte in un pentolino e, unitamente alla buccia grattugiata del limone, scaldatelo senza farlo bollire. Strizzate bene la colla di pesce ormai morbida e unitela al latte caldo; mescolate con un mesto fino al completo scioglimento, poi filtrate il tutto con un colino a maglie fitte e lasciate intiepidire. Lavate, scolate per bene e curate le fragole, quindi tagliatele a pezzi e mettetele in una tazza da frullatore assieme a 150 g (37.5 g) di zucchero semolato e il succo di limone. Frullate tutto fino a ridurre ad una purea e versate tutto in una ciotola capiente. Montate la panna (non troppo ferma) assieme allo zucchero a velo. Unite la purea di fragole, il latte ormai freddo, mescolate ed incorporate con una spatola la panna montata fino ad ottenere un composto omogeneo e senza grumi. Mettete nelle coppette o nello stampo (a seconda della dosa della vostra bavarese), coprite con carta stagnola e mettete in frigo per almeno 4-6 ore (sarebbe meglio se venisse fatto la sera prima).

domenica 6 marzo 2011

Ciambella optical

Quella che vi propongo è un torta semplice che ho fatto un po’ di tempo fa, buona per la colazione o per un te nel pomeriggio, davvero molto gustosa e poco laboriosa. La ricetta è tratta da un ricettario vintage già ho già nominato e che ho sequestrato a mia madre, per il semplice fatto che le torte tratte da qui sono una sicurezza. Riescono sempre. Anche se, come potete vedere dalla foto, ha una forma strana, avrei  voluto fare una ciambella, avrei…infatti mi sono resa conto di non avere uno stampo a ciambella ed ho seguito un consiglio della nonna “noi una volta usavamo mettere un piccolo bollilatte al centro dello stampo così facevamo le ciambelle…mica esistevano gli stampi con il buco al centro!” Io ho pensato, vedi la voce della saggezze e tac! Così ho fatto. Non ho capito bene cos’è successo, se c’è stato un moto ondoso strano all’interno del forno o cosa, fatto sta che il bollilatte si è spostato, si è alzato e si è riempito di impasto. Quando ho sfornato il dolce ho tolto il bollilatte e ho ritagliato con un coltello la pasta dando così una forma optical al dolce. :-) provatela è davvero buona!

Ingredienti: 100 g di burro, 150 g di zucchero, 1 bustina di zucchero vanillinato, 2 uova, un pizzico di sale, 200 g di farina bianca, 6 g di lievito (2 cucchiaini da te rasi), 5 cucchiai da tavola di latte, 150 g di nocciole macinate.
Preparazione: lavorate il burro a crema ed aggiungete gradatamente lo zucchero, lo zucchero vanillinato, le uova e il sale. Impastate a cucchiaiate la farina, già setacciata e mescolata con il lievito, alternando l’aggiunta del latte. Usate solo la quantità di latte sufficiente per una pasta di consistenza tale da staccarsi pesantemente dal mestolo. Incorporate per ultimo alla pasta le nocciole macinate. Mettete l’impasto nello stampo imburrato, infornate a 180° per circa 40 minuti.

p.s. Si lo so, non ho neanche festeggiato degnamente il 2 blogversario...che vergogna!

domenica 6 febbraio 2011

In the mood for cocotte!

Era da un po' che fremevo per farvi vedere il regalino che mi sono fatta a Natale. Un bellissima cocotte rosso fiammante, pardon, ciliegia, misura 31. E' meravigliosa e pesantissima (circa 6 kg). Quando è sul fuoco da un po' ed è calda ci si deve ricordare di aprire il coperchio con una presina altrimenti rischi di trovarti il pomello tattuato a caldo sulla mano (ho provato e non è divertente). Il risultato ottenuto, il pollo con miele e le 4 spezie (che sono noce moscata, pepe, cannella e chiodi di garofano - io non avevo il preparato e l'ho fatto da me), è stato ottimo! Cotto in circa mezz'ora, davvero gustoso. E' stato un lungo parto - ora ho ben presente che cosa significhi dissossare un pollo o alcune parti di esso...brrr...Cancello quelle immagini e signore e signori: la ricetta!
  

Dosi per 4 persone: 4 cosce di pollo, 4 sovracosce, 3 cucchiai di miele, 2 cucchiai di salsa di soia, ½ cucchiaio di “4 spezie”, ½ bicchierino di brandy, ½ cucchiaino di rosmarino tritato fino, sale e pepe q.b.

Preparazione: preparate i pezzi di pollo e metteteli nella vostra cocotte. Cuoceteli prima da una parte e poi dall’altra. Dopo circa 5-10 minuti la carne si presenterà “bianca” all’esterno, lasciatela andare ancora un po’ a fuoco medio. Sfumate con il brandy e di tanto in tanto giratela e “muovetela” in modo che non si attacchi. Quando il brandy e l’acqua rilasciata dalla carne iniziano ad evaporare, aggiungete il miele, le spezie, il rosmarino,la salsa di soia, il sale e il pepe. (Piccolo accorgimento: siccome la salsa di soia è già salata, controllate la salatura). Lasciate cuocere ancora un po’ (5 minuti circa), in modo che i sapori si amalgamino. Servite.

sabato 22 gennaio 2011

Re-styling

Innanzitutto vorrei ringraziare la mitica Paola per il re-styling al mio blog! Lo trovo meraviglioso e lei è stata bravissima perché ha saputo cogliere nel segno pur avendo poche indicazioni e pure confuse ;) Grazie davvero di cuore! Ed ora la ricetta!
La “pinsa” è un dolce che qui, dalle mie parti, viene preparato durante il periodo dell’Epifania, e solitamente viene offerto durante i falò epifanici accompagnato da vin brulè o da un semplice tè, oppure lo si trova in vendita nei forni. Una volta, veniva preparato in ogni casa, ognuno aveva la propria ricetta, con i propri ingredienti e i propri segreti. Io ho trovato questo ritaglio, scritto con grafia incerta, che avevo dimenticato di avere e che ho trovato quasi per caso. Così ho pensato di far rivivere vecchi ricordi, sapori dimenticati cucinando questo dolce.


Vi raccomando di prepararlo in un recipiente GRANDE, enoooorme. Ve lo dico perché a me è successo un piccolo incidente: preparato l’impasto, ho abbandonato tutto, lasciandolo lì incustodito; non riuscendo ad essere a casa prima di un’ora e mezza (quando il tempo di lievitazione è un’ora) l’impasto era fuoriuscito…no comment! Se dovesse capitarvi, mantenete la calma, anche se sentite caldo nella schiena, fate un respiro, rovesciate tutto nello stampo, questo non avrà nessuna conseguenza sulla riuscita del dolce.

Ingredienti: 1 tazza di farina di polenta (200 g circa), ½ litro di latte bollente, 1 pizzico di sale, 250 g di fichi secchi, 250 g di uvetta, 1 cucchiaio abbondante di semi di finocchio, 1 tazzina di caffè di olio di semi, 1 scorza di arancia grattugiata, 1 scorza di limone grattugiata e succo, 2 uova, 2 cucchiai di zucchero, 1 cubetto e mezzo di lievito di birra sciolto in poco latte tiepido, farina 00 q.b. (io ho aggiunto circa 500g).
Preparazione:In un recipiente molto capiente bagnate la farina di polenta con il latte bollente e il pizzico di sale. Aggiungete i fichi, l’uvetta, i semi di finocchio e l’olio di semi mescolando un po’. Lasciate raffreddare e riposare cosicché i liquidi siano assorbiti dalla frutta secca e dalla farina di polenta. Una volta freddo, aggiungete le uova, una alla volta, lo zucchero, il lievito sciolto in poco latte tiepido e mescolate. Aggiungete la farina fino a quando l’impasto si stacca, pesantemente, da solo dal cucchiaio di legno. Coprite la pasta per un ora e lasciate lievitare in un luogo tiepido. Passato il tempo di lievitazione, ungete bene uno stampo, versate l’impasto nello stampo e infornate a 180° per 50-60 minuti.

domenica 26 dicembre 2010

Christmas time

Eccoci!!
Quest'anno non sono riuscita a fare milioni di biscotti...mi sono limitata ad una "biscottata" unica, ma seria, visto la quantità! Questo post è per augurarvi un sereno 2011, che ogni vostro desiderio si possa avverare!

giovedì 16 dicembre 2010

Victoria Sponge

Ieri era il mio giorno di ferie. Un regalo che mi sono fatta. Un inno ad Anna! Sono stata una settimana in ferie e ho corso a destra e a manca e via di qua e via di là. Ieri no. Chiuso. E per celebrare alla grande questo mio giorno di totale libertà ho scelto di applicarmi in una delle cose che più mi diverte fare: un dolce, ed ho scelto lei, LA torta. Quella degli english tea, che è facile da fare, ma che ha il “wow-factor”: la Victoria Sponge. Anche il nome sa di buono. La Victoria che da il nome a questa torta è proprio la regina, che amava bere la sua cup of tea pomeridiana accompagnata da questo dolce (e da quanto ho letto in giro pare sia stata proprio lei ad inventare il tea time…o meglio una delle sue dame di compagnia, che tra l’altro si chiamava Anna – un nome, una garanzia). Che bel modo per ricordare un sovrano. Anzi se un giorno, per caso, dovessi diventare regina, cosa che vedo molto (im)probabile, vorrei che mi fosse dedicata una torta! La ricetta è tratta da un giornale che ho comprato durante le mie ultime vacanze in UK che si intitola “Delicious” e questo dovrebbe già dire tutto. Il giornale riporta anche le calorie per ogni fetta di dolce… io so tenere i segreti! God save the Queen.
 

Ingredienti: (per la torta) 225 g di burro, 225 g di zucchero, 4 uova, 225 g di farina auto-lievitante, 1 cucchiaio di estratto di vaniglia, 4 cucchiai di latte, zucchero a velo per decorare.
(per la crema pasticcera): 250 ml di latte, ½ bacello di vaniglia, 3 tuorli d’uovo, 45 g di zucchero, 40 g di maizena o amido di mais, marmellata per decorare.
Preparazione: riscaldate il forno a 180°. Lavorate assieme il burro e lo zucchero fino a quando non sarà morbido e spumoso. Aggiungete le uova, uno alla volta, con un po’ di farina e continuate a mescolare. Aggiungete la farina restante, l’estratto di vaniglia e il latte, lavorando fino a quando l’impasto non sarà liscio. Cuocete in uno stampo, precedentemente imburrato, dal diametro di 20cm, in forno per 20-25 minuti o fino a quando la torta sarà dorata. Se, come me, avete a disposizione un solo stampo dovete fare due cotture. Fate attenzione a dividere equamente l’impasto, altrimenti le torte saranno una più spessa e una più fina (tipo la mia…). Preparate la crema pasticcera: scaldate il latte con il bacello di vaniglia. Lavorate assieme i tuorli e lo zucchero fino ad ottenere una crema giallo chiaro, aggiungete l’amido. Quando il latte bolle, toglietelo dal fuoco e aggiungetelo al composto di uova-zucchero-maizena. Mescolate bene e mettete tutto di nuovo sul fuoco e portate ad ebollizione. Una volta ottenuta la crema, lasciate raffreddare, mescolando di tanto in tanto, per fare in modo che non si formi la “tela” sopra. Ora componete il dolce. Ah! Se avete un forno tipo il mio che cucina dolci con una bella cupola in mezzo, senza che ciò gli sia richiesto, girate il dolce, usando la parte deforme come base. Mettete una torta, poi un abbondante strato di crema pasticcera, la marmellata (gusto a scelta anche se l'originale prevede la strawberry jam, la mia era peach jam) e di nuovo un’altra torta. Cospargete il tutto con zucchero a velo e servite.

lunedì 8 novembre 2010

Are you pumpkin experienced?! - Gli gnocchi di zucca

Mi perdoni il buon Jimi Hendrix se ho storpiato un titolo di un suo disco per il titolo del mio post, ma ci cadeva a pennello! Non avevo mai cucinato la zucca, non avevo alcuna esperienza perché ogni volta che chiedevo informazioni su come “trattarla” non ricevevo mai risposte convincenti. “Devi assicurarti che la qualità sia quella giusta” oppure per cuocerla “tagliala a pezzi, ma non troppo grandi (perché non si cuoce dentro) ne troppo piccoli (perché altrimenti va in poltiglia)”oppure “devi cuocerla un giorno prima”. Per non parlare quando ho chiesto informazioni su come fare gli gnocchi di zucca, ma non quelli di zucca e basta, ma di zucca e patate “eeeh lì devi vedere tu, a occhio” mmmh…sempre più difficile. Poi un giorno, come per magia, è arrivata l’ispirazione, e con un coltellaccio da fare invidia a Jack lo Squartatore, ho affrontato la malcapitata cucurbitacea. Ho scoperto che la zucca ha la buccia durissima (e non come l’anguria, come pensavo erroneamente io, ma scusate, oltreoceano anche i bambini intagliano la zucca! Gli americani che coltelli hanno e soprattutto che forza hanno??), tanto che ho dovuto farmi aiutare da qualcuno con più forza di me (per esempio papà…uno a caso).  L’ho sbucciata, le ho tolto i semi , l’ho tagliata a pezzettoni (come il melone per la macedonia), messa in una pirofila e messa in forno a microonde per 20 minuti alla massima potenza! Una volta cotta, l’ho passata al passaverdura et voilà!! La mia zucca pronta per gli gnocchi!
 

Ingredienti: 400 gr di zucca, 400 gr di patate, 1 uovo, 200 gr di farina 00, un pizzico di sale.

Preparazione: lessate in abbondate acqua le patate con la buccia. Una volta pronte, privatele della buccia e schiacciatele con lo schiacciapatate su una spianatoia preventivamente infarinata. Quando sono ancora calde iniziate a lavorarle, aggiungendo la zucca già preparata, l’uovo e il pizzico di sale. Se vi sembra che l’impasto sia troppo “appiccicaticcio” aggiungete farina (io ho messo una dose indicativa, ma dipende dalle patate che avete usato). Quando avrete ottenuto una pasta soda, staccatene una parte e fate un “filoncino” tagliate a pezzetti di 2 cm l’uno. Nel frattempo mettete a bollire l’acqua di cottura. Quando avrete terminato di tagliare gli gnocchi e l’acqua avrà iniziato a bollire, buttate abbondante sale e iniziate a buttare dentro gli gnocchi. Quando verranno a galla saranno pronti. Nella foto che ho scattato sono conditi con un ragù di salsiccia strepitosamente buono, opera dello chef Simone (la ricetta in un prossimo post), ma potete condirli anche con burro e salvia o burro e ricotta affumicata! :) Bontà divina!



martedì 5 ottobre 2010

Latitanza

Si è mai vista una foodlogger più incostante di me? Mmh dubito…Latito da tantissimo… Sono stata anche in ferie nel frattempo, destinazione Cornovaglia. Oggi vi posto questa ricetta che ho fatto un bel po’ di tempo fa. Vi è mai successo che il dolce che avete cucinato per una cena con degli amici sia un totale disastro? Di bell’aspetto ma pesantissimo? Beh è quello che è successo a me! Avete presente come mi sono sentita quando ho visto degli avanzi di torta nel piatto? Il mio orgoglio culinario era sotto i piedi. La mattina dopo ho visto in frigo gli albumi avanzati della torta del giorno prima e…una vocina mi ha detto piano piano “meringhe”. Mi sono fatta coraggio (due disastri culinari in due giorni sarebbero stati difficili da accettare), ho preso un libretto intitolato “Sapori di campagna”, dove sono presentate le ricette di Csaba della Zorza, e mi sono messa all’opera!

A dire il vero ho avuto qualche problema con il sache-à-poche…diciamo che non è il mio forte, ma alla fine ce l’ho fatta! L’unica cosa a cui ho dovuto prestare attenzione è stata la cottura: quando sul vetro del forno si è formata un po’di umidità, ho aperto un po’ lo sportello (il mio forno non è ventilato) e lasciato cuocere per circa un’ora e trenta. Ecco fatto!

Ingredienti: 2 albumi, 50 g di zucchero semolato, 50 g di zucchero a velo.

Preparazione: accendete il forno a 100°. Mescolate assieme lo zucchero semolato e quello a velo e dividete il composto in due parti. Mettete gli albumi in una ciotola di vetro pulita e asciutta; aggiungete la prima metà degli zuccheri e montate a neve ben ferma con il frullino elettrico (operazione che durerà 10 minuti). Usando una spatola piatta o un lecca pentola in silicone, incorporate lentamente l’altra metà degli zuccheri rimasta, facendo attenzione a lavorare delicatamente per non sgonfiare il composto. Io ho frullato ancora un po’ perché il composto era ancora un po’ troppo liquido. Mettete la meringa cruda nella tasca da pasticcere e preparate una teglia rivestita con un foglio di carta da forno. Con la tasca, formate tanti piccoli ciuffetti, facendo attenzione che non si tocchino tra loro. Infornate e cuocete per circa un’ora e trenta. La meringa non deve scurirsi ma solo asciugarsi. Lasciatela riposare a temperatura ambiente prima di staccarla dalla teglia. Si possono conservare in un luogo asciutto per 3-5 giorni circa.

domenica 29 agosto 2010

Madeleines!

Le madeleines hanno turbato per un bel po’ i miei sogni…da quando, poi, ho trovato questo meraviglioso libretto, ho dovuto andare a caccia del famoso stampo per le madeleines ed ecco qui, anche se purtroppo non ha le scanalature molto accentuate e le mie madeleines assomigliano di più delle conchigliette piuttosto panciute. A casa sono state accolte con molto entusiasmo, mio padre se n’è concesse ben 2 senza alcun commento negativo, il che, vi assicuro, significa che sono ottime. La cosa che mi ha affascinato è la cottura: accucciata davanti al vetro del forno le ho viste lievitare, le gobbette formarsi, i bordi scurirsi, il tutto nel giro di pochi minuti…affascinante!


Ingredienti: 150 g di farina 00 setacciata, 125 g di burro ammorbidito, 150 g di zucchero, 2 uova grandi, 2 cucchiai di latte, 1 cucchiaino di lievito chimico.

Preparazione: sbattete bene le uova con lo zucchero fino ad ottenere un composto bianco e spumoso. Aggiungete progressivamente la farina e il lievito setacciati mescolando con l’aiuto di una frusta, poi unite il burro ammorbidito e il latte. Incorporate l’aroma di vostra scelta mescolando delicatamente. Lasciate riposare l’impasto in frigo almeno 30 minuti. Preriscaldate il forno a 220°. Versate un cucchiaino di impasto in ogni alveolo della placca per le madeleine bene imburrata. Infornate. Lasciate cuocere per 3-4 minuti poi abbassate la temperatura a 180° e prolungate la cottura per altri 6-10 minuti. Le madeleine si cuociono velocemente, circa 10-12 minuti a seconda del forno. Se coloriscono troppo velocemente, abbassate la temperatura. Sformate immediatamente e lasciatele raffreddare su una griglia.

mercoledì 11 agosto 2010

Spezzatino con peperoni e lime

Partiamo dal fatto che la foto di questo post non mi convince molto. Ne ho scattate un’infinità (con Simone davanti a me che mi guardava perplesso…non si è ancora abituato a questo mia mania di fotografare quello che mangio) e questa tra tutte, era la meno peggio. Sarà che ho scattato le foto al tramonto, ma mi sembra che la carne sia lievemente azzurrina. Beh, foto a parte, vi posto questa ricetta che io ho trovato spaziale; sono una fan del pollo in tutte le sue declinazioni, perché trovo che si abbini bene a tutti i gusti, dal piccante allo speziato, dall’impanato alla griglia. Forse ho lasciato i pezzettini di pollo un po’ troppo grandi, ma il tutto è stato spazzolato in men che non si dica, questo significa che il tutto è stato gradito.



Ingredienti (per 2 persone): 450 gr di pollo, 1 peperone giallo (o rosso, quello che più vi piace), 2 lime, mezzo cucchiaio di farina, mezza cipolla rossa, mezzo cucchiaino di cumino, mezzo cucchiaino di semi di cumino, 2 pezzettini del peperoncino indiavolato di Simone (la ricetta prevede peperoncino in polvere che io ho così sostituito), un cucchiaio di prezzemolo fresco tritato, olio extravergine d’oliva, sale.

Preparazione: tagliate il pollo a cubetti e cospargetelo con la farina; preparate una marinatura di succo di lime, 3 cucchiai di olio, i semi di cumino e i peperoncino versatela sul pollo e lasciate fermo per 30 minuti. Scaldate un filo d’olio in un tegame e rosolatevi il pollo sgocciolato dalla marinata, poi raccoglietelo e mettetelo da parte. Scaldate ancora un filo di olio e fate saltare al cipolla tagliata a pezzettini e il peperone a striscioline e il lime rimasto tagliato a spicchietti. Lasciate cuocere per circa 15 minuti e poi aggiungetevi il pollo. Salate, mescolate bene e lasciate insaporire a fiamma bassa per un altro paio di minuti. Insaporite con prezzemolo tritato. Io l’ho servito con le piadine a mo’ di panino. Scaldate in una teglia le piadine e una volta calde metteteci il pollo chiudete la piadina e gustate.

domenica 1 agosto 2010

Crema di yogurt

Eccoci! Ricetta facile, facilissima, veloce, buooona e anti-caldo (per realizzarla non serve il forno). Questa volta si tratta di un dolce al cucchiaio, ma di quei dolci che stanno bene in tutte le stagioni e con tutti i frutti a disposizione e che vi fanno fare bella figura! Frutta fresca, frutta secca, muesli…a voi la scelta…

Scusate il post veloce, ma ultimamente ho sempre poco tempo!


Prendete 250 g di panna fresca e montatela assieme a 30 g di zucchero a velo. Quando il composto sarà spumoso, aggiungete lo yogurt (250 g) e mescolate per amalgamare il tutto. Io l’ho proposto con le pesche che ho tagliato a cubetti e messo, in una coppetta, uno strato di pesche e uno di crema di yogurt. Et voilà! (Le dosi sono per 4 persone).





venerdì 16 luglio 2010

Back again!

E’ da tantissimo che manco “su questi schermi”, vi dico la verità, non so bene che cosa mi sia successo, ma non avevo più voglia di cucina, blog, libri di ricette & co. Stavo addirittura meditando di chiudere il blog, grave vero? Ripeto, non so spiegare bene il motivo, poi però la frase di Simone “vengono a cena i Brandos, lei è vegetariana, che cosa prepari?”, non mi ha dato scampo! All’inizio ero un po’ titubante, ma poi ho ri-iniziato a curiosare nei blog di cucina, a sfogliare i miei libri, i miei meravigliosi libri di cucina rimasti chiusi per troppo tempo! E giusto per festeggiare questo ritorno alla cucina ne ho acquistato uno che si intitola “Crudo e mangiato”, titolo che fa il verso alla rubrica (e anche poi libro) di Benedetta Parodi. Il ricettario conta ben 400 ricette create rigorosamente senza l’uso di forni e fornelli…EVVAI! Visto le temperature africane (37° con quanta umidità?!?), credo che lasciare la manopolina del forno su OFF sia una buona idea. Sfogliando il libro ho trovato questa ricetta, forse semplice e banale, ma a mio avviso geniale (visto l’abbinamento del brie con la mela)…questa è la prima ricetta dopo la rinascita: signore e signori a voi le “tartine di mele con brie”.



Ingredienti: 100g di brie, 2 mele Granny Smith (quelle verdi e un po’ acidine), crostini.
Preparazione: tagliate e sbucciate la mela, dividendola prima in quarti e poi a fettine.Adagiate sui crostini prima la fettina di mela e poi una fettina di brie, in modo da coprire completamente la mela. Questo farà in modo che la mela non diventi scura, così che riuscite a preparare questi crostini mezz’oretta circa prima dell’arrivo dei vostri ospiti, una volta pronti, sistemateli in frigo.

mercoledì 26 maggio 2010

Frollini alla marmellata di Donna Hay

Questa volta mi sono lanciata con una ricetta della maestra, Donna Hay! La ricetta è tratta dal suo libro “Classici Moderni – volume 2”. Grande soddisfazione anche perché questi biscotti non hanno visto l’alba del giorno dopo e sono stati letteralmente spazzolati. La ricetta originale prevede che, prima di essere infornati, vengano riempiti con un po’ di marmellata. Io non l’ho fatto, perché, quando si addentano trovo fastidiosa la sensazione di marmellata appiccicata ai denti (non è fastidiosa?!). Durante la cottura ho sudato sette camicie perché, dal vetro del forno, li vedevo piano piano allargarsi sempre più, e ho temuto che, nella piastra potessero diventare un biscottone unico (una volta mi è successo con dei biscotti natalizi…no comment, vi dico solo che le galline della nonna hanno gioito del mio errore!) invece si sono allargati sì, ma al punto giusto, come potete vedere.

Ingredienti: 180 g di burro ammorbidito, 225 g di zucchero semolato, 1 uovo, 270 g di farina setacciata, ½ cucchiaino di lievito, marmellata per decorare.
Preparazione: scaldare il forno a 180°. Lavorate il burro e lo zucchero , fino ad ottenere un composto leggero e cremoso. Unite l’uovo e sbattete bene. Incorporate la farina, il lievito e mescolate fino ad ottenere un impasto. Formate delle palline con 2 cucchiaini di composto ciascuna. Disponetele su una teglia foderata di carta da forno lasciando un po’ di spazio tra l’una e l’altra e appiatitele appena. Premete con il dito al centro di ogni biscotto per formare una piccola cavità. Cuocete per 10 minuti o finché i frollini saranno dorati. Riempite le cavità con la marmellata quando sono ancora caldi. Fate raffreddare su una griglia.

lunedì 17 maggio 2010

Tartufi: istruzioni per l'uso



Era la prima volta che preparavo i tartufi. Se anche per voi è la prima volta, vi do delle dritte per cui mi ringrazierete. Per prima cosa (fondamentale per la riuscita della ricetta) cacciate dalla cucina qualsiasi persona (fidanzato, convivente, marito, madre, sorella) fissata con la pulizia, perché dispiace dirlo, lascerete un po’ di “segni” in giro. Secondo: rispettate i tempi di “raffreddamento” della vostra ganache di cioccolato, non pensate di star poco a fare questi tartufi, solo perché non si usa il forno, quindi trovate qualcos’altro da fare tra un intervallo e l’altro ad esempio potete leggere un libro, sfogliare un giornale, scaricare la posta, cambiare il vostro stato su Facebook, stendete una lavatrice, fate il punto croce, insomma fate vobis… Terzo: munitevi di guanti in lattice, non si tratta di un’operazione chirurgica, ma la polvere di cacao si infila sotto le unghie ed è fastidiosa da togliere. Dopo questi consigli, vi posso solo dire buon lavoro!


Ingredienti: 150 g di cioccolato fondente, 70 ml di panna, 25 g di burro, 2 cucchiai di zucchero a velo, ½ bustina di vanillina, 2 cucchiai di caffè ristretto, polvere di cacao.
Preparazione: portare ad ebollizione la panna con il burro, un cucchiaio di zucchero e la vanillina. Togliere dal fuoco e aggiungere il cioccolato tritato grossolanamente. Fare riposare qualche istante e mescolare con un cucchiaio di legno per ottenere un composto omogeneo. Aggiungere il caffè, mescolare nuovamente e lasciare raffreddare il composto in frigorifero fino a quando non incomincia a indurirsi (circa 2 ore). Prelevate delle quantità grandi come una noce, fare delle palline e allinearle su un vassoio ricoperto di carta da forno mettendole in frigo per un’altra ora. Passare i tartufi nella polvere di cacao e tenerli in frigo fino al momento di servirli.

venerdì 30 aprile 2010

Chocolate cake!

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Credo che questa sia la fine che ogni uovo di Pasqua voglia fare. Perché passare giorni e giorni dentro un armadio, aromatizzando l’armadio, ma assorbendo anche l’aroma di armadio (è tutta una osmosi di aromi!) quando si può diventare una torta così? Se rinascessi uovo di Pasqua (rigorosamente fondente!) vorrei fare questa fine! :)
La ricetta mi è stata data da mia sorella che mi ha detto “DEVI provarla” più che un consiglio, un ordine…e così ho fatto. Mentre stavo armeggiando in cucina, si è avvicinata furtiva mia madre e mi ha detto “perché non provi a metterci questo sopra?” Il “questo” in questione è un preparato in busta dal nome diabolico “Dolce Neve” di “Pane degli Angeli” (lo so, è deontologicamente scorretto per una foodblogger…) che basta frullare con la frusta elettrica latte e il contenuto della busta et voilà! Mettete in frigo dove si conserva fino ad una giornata. Beh, sfornata la torta (l’ho assaggiata leggermente tiepida) con uno strato del preparato mefistofelico: dategli un morso e credetemi che tutti i crucci, problemi e fastidi dalla giornata svaniranno…solo con una fetta di torta. Credetemi…io non racconto bugie, beh, solo ogni tanto bugie bianche (quelle che non fanno male…) :)


Ingredienti: 120 g di cioccolato fondente, 120 g di burro, 3 uova, 220 g di farina 00, 2 cucchiaini di lievito, 200 g di zucchero, ½ bicchiere di latte, un pizzico di sale.

Preparazione: sciogliete a bagnomaria burro e cioccolato assieme. Rompete le uova, separando i rossi dai bianchi. Montate a neve ben ferma gli albumi e poi mescolate i tuorli con lo zucchero aggiungendo un po’ di latte. Continuate a mescolare aggiungendo a poco a poco il burro e il cioccolato sciolti, la farina, il lievito, un pizzico di sale, gli albumi montati a neve e il latte restante.
Infornate per 30 minuti circa a 180°.


p.s. Ringrazio la meravigliosa Elena per il regalo che mi ha fatto. Vedersi recapitare in ufficio una borsa con tante cosine per muffin e dolcetti…non hai idea della felicità. Da infarto!

sabato 10 aprile 2010

Biscotti al Vallo

Non potevo non partecipare alla raccolta di Sabrine d'Aubergine, “Le ricette di Nonna Papera: 40 anni dopo” che vuole celebrare questo importante compleanno del ricettario, io che devo ringraziare questo libro per la mia grande passione per la cucina. In realtà, non era stato regalato a me, ma a mia sorella, alla quale è stato elegantemente sottratto :) ma lei non lo usava mai!
La ricetta che ho scelto di proporre è quella dei Biscotti al Vallo (pagina 60 della terza ristampa), che sono stati, in assoluto, il primo primissimo esperimento culinario all'età di circa 9 anni; e, facendo un rapido calcolo sono 20 anni (20!!) che a casa mia si mangiano questi biscotti, (non sempre loro eh?) che piacciono sempre e che non deludono mai.
La didascalia, che accompagna la ricetta, fa riferimento al Vallo di Adriano e al fatto che questi biscotti siano tipicamente british...effettivamente, col senno di poi, gli ingredienti, il gusto non particolarmente dolce di questi biscotti mi rimanda agli scones...che sia una versione biscottata? :) L’unica modifica che ho apportato alla ricetta è la forma che ho dato a questi biscotti; Nonna Papera suggerisce di tagliarli con una tazza e dividerli in spicchi, io ho scelto di tagliarli con uno stampo a stellina oggi così come la prima volta :) Signore e signori, a voi la ricetta (trascritta dal Manuale così com’è).


Ingredienti: 250 g di farina, 12 g di lievito in polvere (una bustina piccola), 2 cucchiai di zucchero, 2 uova, 160 g di burro, latte e sale.

Procedimento: setacciate insieme la farina, il lievito, lo zucchero e un cucchiaino di sale. Mettete il tutto in una terrina, aggiungete prima il burro e poi le uova sbattute intere con due cucchiai di latte. Impastate bene il tutto, e poi stendete la pasta sul tavolo fino allo spessore di un centimetro circa, e tagliatela a dischi (si può usare un grosso bicchiere) che dividerete in quattro spicchi. Spennellate ogni spicchio con un po’di latte e cospargetelo con lo zucchero. Cuocete in forno caldo per 25 minuti e servite i…biscotti al vallo caldi, con burro e miele o burro e marmellata.



p.s. Ringrazio la mia mitica nonna per avermi donato questa magnifica ciotolina Fifties!

domenica 4 aprile 2010

Buona Pasqua!

Questa volta un post senza foto e senza ricette...si, perchè per una serie di sfortunate coincidenze (assenza di connessione internet a casa (vi sto scrivendo da un computer "di fortuna"), mancanza della chiavetta USB, mancanza di giornate libere e quindi totale assenza da casa e anche dal blog...) mi ritrovo a dovervi fare gli auguri di una Buona Pasqua senza lasciarvi qualcosa di carino. :(
Vi auguro una splendida giornata con le vostre famiglie o "con chi vorrete", come recita il proverbio, all'insegna della tranquillità e della felicità.
Un abbraccio a tutti.
p.s. Avete visto che meraviglioso sfondo? ;) e il re-styling non finisce quiii!

venerdì 19 marzo 2010

Mi raccomando silenzio...

Siccome quest'anno la primavera tarda ad arrivare, quella che vi propongo questa volta è un ricetta piuttosto invernale/autunnale, ma può essere cucinata tranquillamente in questi giorni attendendo la bella stagione. Si tratta della vellutata di patate; la cosa che mi ha sorpreso della vellutata è che è davvero vellutata! Non ho capito bene che cosa sia a dare alla vellutata la sensazione di velluto, mentre il passato di verdure è semplicemente un passato, non so se mi spiego. La sensazione in bocca è sorprendente. Però dovete promettermi una cosa: io vi do la ricetta, ma non doveteraccontare MAI ai miei genitori di questo post perchè ho sempre evitato accuratamente il passato di verdure che mi proponevano ogni settimana...promettetemelo... :) Ecco la ricetta!



Ingredienti (dosi per una persona): 2 patate di media grandezza, mezza carota, un po'di cipolla o porro, 1 bicchiere di brodo (o se non avete il brodo usate l'acqua con un mezzo dado da cucina).
Preparazione: fate soffriggere in un po' di olio d'oliva la cipolla e le patate tagliate a cubetti e le carote tagliate a cubetti piccoli piccoli. Versatevi l'acqua (o il brodo), salate leggermente e lasciate cuocere per circa 20-25 minuti. Trascorso questo tempo, controllate la cottura e frullate il tutto. (Quando ho cucinato questa ricetta non avendo a mia disposizione un modernissimo frullatore elettrico, mi sono arrangiata con uno manuale e il risultato è stato eccellente). Controllate se sale e pepe sono sufficienti.

p.s. Ringrazio ancora chi mi ha dato la ricetta,interrompendo una lezione di inglese ;-)

martedì 16 marzo 2010

I libri del mio momento

È una mia caratteristica, quando già tutti hanno visto un film o letto il libro del momento, arrivo io, con la mia calma, questa volta circa 5 mesi dopo... Il libro/film a cui mi sto riferendo è “Julie&Julia”, di cui sto leggendo il libro (rigorosamente in lingua originale) e già visto il film. Come tutti i film tratti da libri che si rispettino, è, purtroppo, un riassunto del libro, ma mi ha davvero entusiasmato. Simone ha percepito (anche se non era difficile capirlo..."voglio quei libri") tutto questo entusiasmo e ha ordinato, a mia insaputa “Mastering of the Art of French Cooking” (tutti e due i volumi)...sono andata letteralmente in visibilio. In realtà credo che non riuscirò mai a cucinare le 524 ricette, ma trovo i due libri meravigliosi. Non hanno foto, ma solo dei disegni molto chiari e semplici, che sono disegnati a mano dal Paul in persona...sto continuando a sfogliarli e non riesco a smettere! :) Ma voi li avete comprati? Non vi viene voglia di andare a Parigi a cercare Julia? Non vi fa venire voglia di mangiare cose buone? E di rispolverare il francese?

venerdì 5 marzo 2010

Tarte aux pommes

Mi piacerebbe tanto potervi raccontare che questo dolce meraviglioso l'ho assaggiato nel mio ultimo viaggio a Parigi, in un bistrot carino nelle vicinanze di Montmartre “chez Pierre”, e che Pierre (il titolare), detentore da generazioni di questa ricetta segretessima, non ha saputo resistere alle mie richieste e, alla fine, mi ha omaggiato della ricetta! Invece no, niente di tutto questo...ho trovato questa ricetta nell'ultimo numero di “Sale & Pepe”: c'è un articolo sulle specialità da bistrot e questa tarte ha catturato la mia attenzione. Io che sono una fan delle mele in tutte le loro declinazioni, sono rimasta estasiata dalla bontà di questa tarte: sarà la base buonissima, o forse la vaniglia nelle mele cotte...non lo so, so solo che potrei nominarla miglior torta di mele fino ad ora mangiata...siii credetemi! :)


Ingredienti: 200 g di farina, 135 g di burro, 4 mele golden, una stecca di vaniglia, 100 g di zucchero, un pizzico di sale.

Preparazione: lavorate sulla spianatoia la farina con 100 g di burro freddo tagliato a dadini, 20 g di zucchero, un pizzico di sale fino ad ottenere un composto a briciole. Unite mezzo dl scarso di acqua fredda e continuate ad lavorare fino ad ottenere un impasto omogeneo. Avvolgete il tutto in pellicola trasparente e lasciate riposare in frigo per 30 minuti. Mettete 3 mele sbucciate e ridotte a tocchetti in una casseruolina con i semini di vaniglia, 40 g di zucchero, 10 g di burro e 3 cucchiai di acqua e cuocete parzialmente coperto per 15 minuti. (La ricetta originale a questo punto prevede di frullare la mele, io le ho lasciate intere). Lasciate raffreddare le mele. Stendete la pasta sfoglia sottile e disponetela sul fondo e sui bordi di uno stampo di 24 cm di diametro, imburrato e infarinato. Bucherellate la pasta con i rebbi della forchetta (anche i bordi). Coprite con carta forno e quindi con fagioli secchi e cuocete in forno caldo a 200° per 15 minuti. Togliete dal forno ed eliminate la carta e i fagioli e riempite con i tocchetti di mele e poi decorate la torta con la restante mela disponendo a raggiera le fettine sulla torta. Spennellate con il burro rimasto sciolto a fiamma bassa e cospargete il restante burro. Cuocete la tarte per altri 35 minuti e servitela tiepida.