giovedì 22 novembre 2012

I muffin del ritorno: muffin alla frutta e cioccolato


Ebbene si! A volte ritornano! Eccomi qui dopo mesi e mesi di silenzio. Per dirla tutta, ho pensato anche di chiudere, che senso ha avere un blog se poi non viene aggiornato? Però al tempo stesso, mi dispiace, perché “Anna is still cooking” ed anzi, sto facendo progressi, soprattutto con le carni, grazie soprattutto ad una seduta intensiva accanto a papà Roberto, as know as il re dello spezzatino ;-) Il motivo di questo lungo silenzio è anche dovuto ad un fattore puramente tecnico: se cucino delle cose interessanti, solitamente lo faccio la sera, quando ritorno a casa dal lavoro e avete presente che brutte brutte foto tristi si fanno la sera, se non si hanno le attrezzature adeguate? Per fortuna adesso ci sono un sacco di programmi che fanno carina anche la foto più scarsa, tipo quella che vi posterò oggi, che è stata scattata col mio cellulare, ma che è stata ritoccata… Il mio ritorno lo festeggio con dei muffin strepitosi, la ricetta è estrapolata dal libro che sta sul mio comodino da mesi, che sfoglio la sera prima di addormentarmi, perché mi rilassa (eh…ognuno c’ha i suoi metodi) “Al Forno”…si, lo so, ne avevo parlato anche nel mio ultimo post, ma il libro è veramente meraviglioso…anzi potrei quasi definirlo IL libro! Ho apportato delle pesanti modifiche alla ricetta che prevedeva dei muffin alle fragole e cioccolato bianco: non avendo a mia disposizione né uno né l’altro ho optato per qualcosa di più autunnale come pere e cioccolato, un grande classico, che anche sottoforma di muffin non si smentisce mai. E poi ho scoperto un’altra cosa: volete dare ai vostri dolcetti un effetto “chewy”? Mettete lo zucchero di canna, altrimenti andrà benissimo anche lo zucchero normale!


Ingredienti: (dosi per 6-7 muffin) 2 uova, 80 g di canna non raffinato (o zucchero normale, fate vobis!), 50 ml di olio vegetale (di semi di girasole, arachidi o altro), qualche goccia di essenza di vaniglia, 150 g di farina 00, 1 ½ cucchiaini di lievito, 1 pera Abate non troppo grande, 70 g di cioccolato fondente.
Procedimento:  mescolate in una terrina le uova, lo zucchero, l’olio e l’essenza di vaniglia fino ad ottenere una massa omogenea. Aggiungete la farina precedentemente unita al lievito in polvere e mescolate bene. Incorporate le pere e il cioccolato e amalgamate tutti gli ingredienti. Versate l’impasto negli stampini riempiendoli circa per due terzi. Infornate a 180° per 25 minuti circa. Per non farli afflosciare, non aprite assolutamente il forno durante la cottura. A fine cottura i muffin risulteranno soffici e gonfi.

sabato 19 maggio 2012

Torta di albicocche con riflessione

Sono particolarmente fiera di questo dolce! Prima di tutto perché è un ottimo dolce, che è stato apprezzatissimo dai miei assaggiatori ufficiali, ma anche perché proviene da un libro bellissimo che ho acquistato da poco. E la cosa che mi fa ancora più felice è che è stato il mio primo acquisto on line e cosa che mi rende doppiamente felice è che l’ho comprato al 50% sul prezzo di copertina perché si tratta di un libro usato. Partiamo dall’inizio: il libro si chiama “Al Forno” e l’autrice è Isidora Popovic. Nel risvolto di copertina si legge che l’autrice, di origine serba ma trapiantata a London, ha creato il progetto “Popina”, così si chiama il suo marchio. Isidora ha iniziato a vendere i suoi prodotti al mercato londinese di Portobello Road e, grazie al passaparola e soprattutto alla bontà delle sue creazioni, è diventata via via sempre più conosciuta e famosa ed ora i suoi dolci si possono acquistare nei negozi di specialità gastronomiche tra cui anche il famosissimo Harrod’s. Dopo che ho letto la breve biografia riportata sul libro, ho pensato, beh che bella storia. Mi ha fatto riflettere tantissimo sulle realizzazioni dei propri sogni. Dalle pagine del libro sembra uscire questo messaggio “Se credi in un progetto, è certo che riesci a concretizzarlo”. Ecco tutti i pensieri scaturiti da questa tortina con le prime albicocche. Altra cosa a mio giudizio bellissima è che l’autrice sprona il lettore a fare proprie le ricette, a modificarle, a sperimentare, come lei stessa ha fatto. Quindi, potevo seguire alla lettera la ricetta?! Of course not! La ricetta originale prevede l’utilizzo delle prugne, che ahimè ancora non hanno fatto la loro comparsa sugli scaffali della mia fruttivendola di fiducia… ho trovato le albicocche ed eccole qui! Ricetta semplicissima da eseguire, unica avvertenza: utilizzate uno stampo piccolo (20 cm).


Ingredienti: 90 g di zucchero di canna, 1 uovo, 40 ml di olio di semi di arachidi (o altro olio vegetale), 55 ml di latte intero, 140 g di farina bianca, 1 cucchiaio di lievito in polvere, un pizzico di sale, qualche goccia di essenza di vaniglia, 5 albicocche denocciolate, 2 cucchiai di marmellata (gusto a scelta..io ho usato la fragola), 1 cucchiaio d’acqua.
Preparazione: in una terrina sbattete l’uovo e lo zucchero di canna con la frusta elettrica. Aggiungete l’olio, il latte, la farina, il lievito, il pizzico di sale e l’essenza di vaniglia. Amalgamate bene l’impasto. Versatelo nello stampo precedentemente preparato e stendetelo uniformemente. Adagiatevi sopra le albicocche, con il lato tagliato verso l’alto. Cuocete la torta nel forno caldo per circa 30 minuti o fino a quando non sarà ben dorata. Toglietela dal forno e fatela raffreddare. Nel frattempo, scaldate la marmellata aggiungendo un cucchiaio di acqua in un pentolino e fatela sciogliere a fuoco lento. Spennellate la marmellata sulla torta. Servite ancora tiepida. :-)

giovedì 3 maggio 2012

Crostata alle fragole

Non potevo essere indifferente alla stagione delle fragole. E così sfogliando "La Cucina Italiana" di questo mese ho trovato la ricetta della crostata di fragole. Ho letto la ricetta che prevedeva anche la "fiammeggiatura"...mmmh...non l'avevo mai fatto prima e la cosa mi preoccupava alquanto. Ho chiesto lumi a mia madre, ma le sue spiegazioni erano piuttosto vaghe, quando le ho chiesto "che cosa può andare storto?", la sua risposta è stata "ti puoi scottare o bruciare la cucina", mh ottima prospettiva. Allora sono ricorsa a mio padre, molto più pratico, e infatti, mi ha fatto fare una prova pratica con piattino in metallo e alcool. Effettivamente il tutto se, fatto con le dovute precauzioni, non è affatto difficile. Tre consigli d'oro: 1. chiudete l'aspiratore della cappa; 2. tenetevi a portata di mano un coperchio (nel caso in cui non riusciate a domare il fuoco, potete sempre coprire la pentola); 3. tenete il fuoco basso, e, ultima cosa, non spaventatevi per il rumore fatto dal fuoco appena si infiamma con l'alcool. 
Beh, detto questo, siete pronti! Signori e signore la crostata con le fragole!


Ingredienti: 300 g di fragole, 300 g di farina, 185 g di burro, 100 g di zucchero a velo, 35 g di Grand Marnier, 5 tuorli sodi, 2 albumi, scorza grattugiata di un limone, 2 cucchiai di zucchero semolato, un pizzico di sale.
Preparazione: impastate la farina con 160 g di burro ammorbidito e lo zucchero a velo, ottenendo un impasto sbriciolato; unite un pizzico di sale, un albume, la scorza grattugiata del limone, i tuorli sodi passati al setaccio e lavorate fino a quando otterrete un impasto omogeneo. Lasciatelo riposare avvolto in una pellicola per 30 – 40 minuti. Nel frattempo sciogliete in una padella 25 g di burro con 2 cucchiai di zucchero semolato; quando inizia a caramellarsi, bagnate con il Grand Marnier e fiammeggiatelo. Quando si spegne aggiungete 30 g di acqua e fate sciogliere i grumi di zucchero cristallizzato. Unite le fragole che in precedenza avete lavato, mondato e tagliato a spicchi, e cuocete per 3 minuti. Quando il sughetto sarà diventato sciropposo, spegnete e lasciate raffreddare. Stendete due terzi della pasta in un disco e con esso foderate una tortiera di 22 cm di diametro, coprendo anche i bordi per circa 2 cm. Riempite la torta con le fragole e chiudete la crostata con cordoncini di pasta ricavati dall’impasto avanzato. Spennellate i cordoncini con l’albume leggermente battuto e spolverizzate con zucchero semolato. Infornate il tutto a 180° per circa 30 - 35 minuti.

venerdì 20 aprile 2012

Moelleux au chocolat - as know as "Cioco-riciclo"

Passato il periodo pasquale i nostri armadi pullulano di cibo degli dei o molto più banalmente cioccolato, e si pone il problema del cioco-riciclo. Le vie per risolvere questo annoso grattacapo sono due: o si lascia l'uovo in un recipiente e piano piano giorno dopo giorno si mangia a pezzi ogni volta che ci si passa davanti oppure si fa un dolce con un alto contenuto di cioccolato facendo in modo di smaltirlo il più presto possibile! Io ho optato per la soluzione B. Il dolce che vi propongo oggi è il moelleux au chocolat. Vi prego, se deciderete di fare questo dolce, non dovete pensare alle calorie: fate finta che non esistano! Ma vi assicuro che ne vale la pena, dentro rimane tenero, mentre esternamente la crosticina è più solida...se mangiato tiepido, UH! da provare...Ho trovato la ricetta di questo paradisiaco dolce sul libro "Le basi del cioccolato": è bellissimo perchè ogni dolce è spiegato passo a passo con foto, step by step...impossibile sbagliare e sembra di preparare i dolci in un lampo!

Ingredienti: 200 g di cioccolato, 200 g di burro, 150 g di zucchero, 5 uova, 1 cucchiaio di farina.
Preparazione: sciogliete assieme il burro e il cioccolato a bagnomaria. Unite lo zucchero e continuate a mescolare. Nel frattempo separate i tuorli e gli albumi e montateli a neve non troppo ferma (altrimenti avrete difficoltà a incorporarli). Una volta che il preparato al cioccolato si sarà intiepidito, unite i tuorli e continuate a mescolare. Unite il cucchiaio di farina setacciata. Incorporate gli albumi montati a neve, prima due cucchiaiate in modo che il composto sia omogeneo e poi tutto il resto. Rivestite uno stampo da forno ed infornate a 180° per 25-30 minuti. Per controllare la cottura, infilate un coltello al centro del dolce e dovrà uscire umido, non appiccicaticcio.


domenica 19 febbraio 2012

The Sunday morning project

Questo è un modo in cui mi piace iniziare la domenica mattina. La soddisfazione di fabbricare con le mie mani qualcosa di estremamente buono. La torta è molto profumata e il profumo del limone e l’aroma delle mandorle tostate aleggia per tutta la casa! Ho trovato la ricetta in un piccolo libro intitolato “Crostate per tutte le stagioni”…libro mitico: oltre alle foto molto belle, le ricette sono spiegate in maniera molto chiara ed inoltre sono divise per stagione…che meraviglia!


Ingredienti: per la pasta frolla 170 g di farina 00, 100 g di burro freddo, 70 g di zucchero a velo, 2 tuorli, la scorza grattugiata di un’arancia non trattata, un pizzico di sale
Per la crema di limone: 1 grosso limone non trattato, 4 uova grandi, 175 g di zucchero semolato, 125 ml di panna fresca
Per la guarnizione: 3 cucchiai di scaglie di mandorle
Preparazione: impastare la farina e il burro freddo a pezzeti per ottenere un composto sbriciolato. Aggiungere lo zucchero a velo, i tuorli, la scorza dell’arancia e il sale. Impastate amalgamando bene gli ingredienti. Avvolgere la pasta con la pellicola per alimenti e fate riposare per almeno 30 minuti in frigo. Nel frattempo preparate la crema. Mescolate con una frusta le uova con lo zucchero, la scorza grattugiata e il succo del limone. Diluite poi con la panna fresca. Cuocere la crema a bagnomaria, mescolando, finché si addenserà. Con un termometro per pasticceria raggiungete la temperatura di 82°C circa e mantenetela per 3 minuti. Togliete dal fuoco, mettete da parte e fate raffreddare. Riprendete l’impasto dal frigo , stendetelo sulla carta da forno in modo da formare un disco di mezzo cm di spessore. Sistemate la pasta in uno stampo da 24 cm di diametro e formare un bordo di un cm circa. Incidere il bordo con la punta di un cucchiaino e punzecchiate il fondo. Coprite la torta con carta forno e riempire con i legumi secchi. Cuocere in forno per 10 minuti a 170°C. Lasciate dorare in forno. Lasciate intiepidire. Versate la crema di limone all’interno della frolla intiepidita. Mettete in una teglia anti-aderente la mandorle e fatele tostare. Cospargere sulla torta.



venerdì 3 febbraio 2012

Dolce alle arance

Oggi è una di quelle giornate “NCS” non-ci-siamo…non va…inutile accanirsi, meglio chiudersi in casa (visto il freddo glaciale, grazie alla bora a 100 km e i -2° fissi e ieri ci si è messo pure Phil) e fare un dolce con delle arance che, comodamente sedute nel cestino della frutta, da un po’ attendevano la loro sorte: spremuta o torta? Quindi: iPod in modalità “brani casuali”, grembiulone legato stretto in vita, sbattitore elettrico alla mano, pronti e via! Il miglior modo per far girare una giornata che non era partita nel migliore dei modi.
 Le torte alle arance mi piacciono tantissimo anche se non sono ancora riuscita a trovare LA ricetta perfetta: questa l’ho trovata nel libro “I love torte” di Trish Deseine. A dire il vero, era da un po’ sulla mia “wish list” anche per testare questo libro, già da qualche tempo sullo scaffale, ma ancora nuovo nuovo… Una cosa bella di questo libro è che gli step, per preparare i diversi dolci, sono numerati e, almeno a me, mi da la sensazione di stare di meno. E quindi ti ritrovi alla fine senza accorgertene neanche! 


Ingredienti:  4 uova, 220 g di zucchero, 150 g di farina, 1 cucchiaino di lievito, 150 g di burro fuso, 120 g di mandorle in polvere, 1 cucchiaino di scorza grattugiata di limone.

Sciroppo per glassare: 225 g di zucchero, 125 ml di acqua, 2 arance affettate molto finemente.

Preparazione:  preparate lo sciroppo. Mettete lo zucchero e l’acqua in una casseruola e scaldate finché lo zucchero si è sciolto, unite poi le fette di arancia. Lasciate cuocere a fuoco basso per circa 10-15 minuti, fino a quando le arance sono tenere, ma tengono ancora. Togliete dal fuoco, scolate le fette di arancia e posatele su un piatto, tenetele da parte e conservate anche lo sciroppo. Mettete le uova in un recipiente e sbattete con una frusta elettrica assieme allo zucchero, fino a quando il composto risulta spumoso e triplicato (ci impiegherete circa 5-7 minuti). Setacciate la farina e il lievito sulle uova, mescolando delicatamente sollevando l’impasto, in modo che non perda l’aria. Unite poi il burro sciolto, le mandorle e la scorza del limone. Parte molto importante è la preparazione della teglia: foderate uno stampo da 19-20 cm con carta da forno sul fondo e sui lati dello stampo. Sistemate le fette di arancia sul fondo e lungo i lati, in modo che non si muovano quando verserete l’impasto. Versate l’impasto e infornate: 160° per circa 50 minuti. Provate la cottura del dolce con uno stecchino. Quando il dolce sarà pronto, sfornate e lasciate raffreddare per alcuni minuti (io ho l’ho messo un attimo fuori… - 2°…abbattitore di calore by madre natura). Sformate e versate lo sciroppo avanzato, in modo da creare una bella glassatura. Per evitare disastri vi consiglio caldamente di versare lo sciroppo sul dolce con un cucchiaio. Et voilà, pronto!


lunedì 19 dicembre 2011

Happy Christmas!

Eccoci di nuovo! Questa volta per gli auguri di Natale. Ammetto di essere un po' monotona: gli ultimi due post sono biscotti ed inoltre, nonostante l'ampia gamma di stampini ho usato sempre la stessa stellina. Ma posso dirvi? Le stelline erano le uniche ad entrare nel barattolino di vetro e poi fanno tanto tanto Natale! :)
Quindi, eccovi qui la mia ricetta di biscotti natalizia, trovata qui! Era un po' sulla mia "to do list" ed eccoli qua! Hanno riscosso un super successo: amici e colleghi ne sono rimasti molto ma molto soddisfatti!
Bando alle ciance e passiamo agli auguri: a tutti voi voglio augurarvi un felice Natale, mi auguro che ogni vostro desiderio si avveri!


Ingredienti: 250 g di farina 00, 100 g di farina integrale, 150 g di burro, 150 g di zucchero a velo, 1 cucchiaio di cannella in polvere, 4 tuorli, un pizzico di sale.
Preparazione: montate il burro ammorbidito con lo zucchero a velo. Unite i tuorli e la cannella. Mescolate bene ed unite bene le farine setacciate con il sale. Lavorate la pasta in modo che sia ben liscia ed elastica. Formate una palla e lasciatela riposare in frigorifero per un’oretta circa. Scaldate il forno a 180° e trascorso questo tempo, stendete la pasta a 5 mm e tagliatela con i taglia biscotti di forme diverse. Cuocete i biscotti per 13 minuti circa, ben distanziati un dall’altro. Lasciateli raffreddare su una gratella per dolci.

sabato 12 novembre 2011

Le stelline portafortuna


Mi rendo conto di non essere una brava "gestrice" di blog...lasciarlo così, vuoto e abbandonato a se stesso per più di due mesi non è il massimo...lo so! Prometto di essere più costante nei prossimi mesi, anche perchè la stagione autunnale porta ad essere più caserecci :)
Per la cronaca, le foto di questa ricetta sono scattate con la mia Nikon D 3100 nuova, fiammante, che mi da un sacco di soddisfazioni, che io e Simone ci contendiamo ogni volta che la prendo in mano. E' tutto un altro modo di fare foto! All'inizio ero così scoraggiata che volevo restituirla: Iso, parametri, esposimetro, diaframma...boh, ammetto che l'impatto è stato alquanto difficile...tutt'ora mi trovo in difficoltà, però scattando più e più foto ho iniziato a prenderci mano e le immagini hanno una marcia in più. Ritengo, comunque, sia fortuna del principiante.
Ritornando alla ricetta, i biscottini che oggi vi propongo sono le "stelline portafortuna", ricetta che ho scovato per caso in un libro vintage di mia madre (che dopo il mio trasloco è diventato magicamente mio) della Cammeo. Sono state un successone! E mi sa che diventeranno i biscotti del Natale 2011.
Vi posto la ricetta e ditemi se non sono buone!


Ingredienti: 250 gr di farina 00, 9 gr di lievito (3 cucchiaini rasi da tè), 60 gr di zucchero a velo, un pizzico di sale, 1 cucchiaio di rum, 1 tuorlo d’uovo, 3 cucchiai da tavola di latte, 100 gr di burro.
Per la glassa: 125 gr di zucchero a velo, 1 chiara d’uovo, 1 cucchiaino da tè di succo di limone, 1 cucchiaio da tavola di acqua bollente (se necessario)
Preparazione: Mescolare farina e lievito e setacciarli sul piano di lavoro. Al centro del mucchio praticate una buca e mettetevi zucchero al velo, sale, il cucchiaio di rum, il tuorlo d’uovo e il latte. Con una parte della farina formate un impasto denso, aiutandovi con una forchetta (così evitate di sporcarvi troppo le mani ;)) Quindi aggiungete il burro freddo a pezzettini e iniziate ad impastare con il resto della farina, fino ad ottenere una pasta liscia. Se l’impasto risultasse attaccaticcio, mettetelo in frigo per una mezz’ora. Stendete la pasta sottile (3-4 mm) e con lo stampino ritagliate le stelline. Disponetele non troppo vicine sulla piastra da forno. Infornate a 180° per circa 10-12 minuti.
Una volta che le stelline sono pronte e raffreddate, iniziate a preparare la glassa stemperando lo zucchero al velo con tanta chiara d’uovo, succo di limone, ed eventualmente acqua bollente, quanto basta per ottenere una massa colante, densa e liscia. Spalmatela con un cucchiaino sulle stelline.


venerdì 5 agosto 2011

Vellutata alle carote

E se vi dicessi che gli stravizzi estivi, cene e cenette si stanno facendo sentire sulla bilancia? Bisogna correre ai ripari, quindi mi sono auto-imposta due settimane, non dieta, ma di "attenzione" in quello che mangio. Evitare spuntini, banditi gelati, bibite gassate o dolci. Ecco, e poi anche un po' di attenzione con i carboidrati. Mi sono detta che questa è una buona occasione per scoprire dei piatti che non avevo mai cucinato e che, magari, potrebbero diventare dei "must". Mi sono anche detta che era da tantissimo che non mangiavo una minestra, zuppa o qualcosa di simile, quindi mi sono lanciata alla ricerca di qualcosa che fosse buono, rapido da preparare (il tempo ultimamente è tiranno) e non eccessivamente calorico. Ecco qua la vellutata alle carote (che come gusto, e anche come colore a dire il vero, mi ricorda tanto quella con la zucca, un po' fuori stagione...). Fatemi sapere che ne pensate. 


Ingredienti: 6-7 carote, cipolla, prezzemolo, 3-4 cucchiai di yogurt magro
Preparazione: curate le carote e tagliatele a pezzetti, nel frattempo preparate in una casseruola un po’ di olio e la cipolla fate scaldare, ma non rosolare. Aggiungete le carote e lasciate cuocere per circa 20 minuti. Aggiungete un po’ d’acqua e continuate a far cuocere fino a quando le carote non saranno tenere per essere frullate. Col frullatore a immersione, frullate le carote fino a ridurle in poltiglia, aggiungete a piacere dell’acqua, fino a raggiungere la consistenza desiderata. Salate, pepate e lasciate raffreddare. Quando la vostra vellutata si sarà raffreddata, aggiungeteci dello yogurt magro, che, con la sua acidità toglie il dolciastro delle carote.


lunedì 11 luglio 2011

Tiramisù alle fragole

Oggi come oggi ci si accalda perfino a girare la monopola di accensione del forno, la temperatura esterna è di 36° e non voglio neanche sapere il tasso di umidità... pare che il sig. Anti-ciclone Africano si trovi proprio bene da queste parti e abbia deciso di rimanere per un po' qui, fino a mercoledì, dicono, e ci farà schiattare un bel po' dal caldo. Quello che vi propongo oggi è un antidoto contro il caldo, un dolce fresco ed estivo che non necessita di accensione del forno e che, anzi, per la preparazione vi farà aprire un bel po' di volte la porta del frigorifero, che di questi tempi non guasta! :-)



Ingredienti: 500 gr di savoiardi, 500 gr di fragole, 3 uova, 125 gr di zucchero, 250 gr di mascarpone, 200 ml di panna da montare. Per lo sciroppo di fragole: 200 gr fragole, 100 gr di zucchero, 300 ml di acqua, 2 cucchiai di limoncello.
Preparazione: iniziate a preparare lo sciroppo, curando le fragole e frullandole con lo zucchero. Aggiungete l’acqua e il limoncello, mettete il tutto in una casseruola e far bollire finché si addensa e fate raffreddare. Preparate la crema al mascarpone: separate i tuorli dagli albumi e montate la panna in una terrina. Montate i tuorli con lo zucchero e appena risulteranno spumosi aggiungete il mascarpone. Aggiungere gli albumi montati a neve e la panna, anch’essa montata. Amalgamate dolcemente la crema e riponetela in frigo. Nello sciroppo raffreddato di fragole, bagnate i savoiardi e disponeteli come base. Versate uno strato di crema di mascarpone, le fragole tagliate a pezzetti e poi ripetete l’operazione (savoiardi+crema+fragole). Finite con uno strato di crema al mascarpone e decorate con degli spicchi di fragole. Lasciate riposare in frigo per almeno 3 ore.

venerdì 13 maggio 2011

Sablés à fleur de sel

Ecco qua che ricompaio dopo circa un mese e mezzo! Beh questi sono i primi biscotti che ho fatto dopo moooolto tempo. Sono dei sablés che io adoro per la loro semplicità e versatilità. La dose è per circa una cinquantina di biscotti, ne ho distribuiti in giro un bel po' ed hanno incontrato molti consensi. Ho trovato la ricetta nel libro "Regali golosi" del Cavoletto di Bruxelles, un libro che sfoglio di continuo perchè è semplicemente meraviglioso! Con colori pastello, foto belle, ricette d'effetto...bellissimo. Beh, provate questi biscottini e vedrete! La marcia in più è data dal fleur de sel, un tipo di sale, proveniente dalla Camargue, che si presenta in piccoli cristalli, che si formano in maniera naturale. E' super! :-)


Ingredienti: 250 g di farina 00, 125 g di burro, 125 g di zucchero, 10 g di zucchero vanigliato, 1 uovo, ½ cucchiaino di fleur de sel.

Preparazione: setacciare la farina, aggiungere lo zucchero, lo zucchero vanigliato e il sale, mescolando. Aggiungere il burro freddo e tagliato a cubetti, e con la punta delle dita, sbriciolate gli ingredienti, finché il burro sia stato completamente assorbito. Versate il tutto su un ripiano e aggiungere l’uovo e impastate velocemente. Se l’impasto risultasse troppo appiccicoso, avvolgetelo nella pellicola e lasciatelo riposare in frigo per qualche tempo. Stendete l’impasto a 4 mm su una superficie leggermente infarinata. Ritagliate i biscotti e disporli su una teglia da forno. Cuocere in forno per circa una decina di minuti a 160°.

giovedì 31 marzo 2011

Bavarese alle fragole

Penso continuamente al mio blog: quando passo l’aspirapolvere, quando faccio la lavatrice, facendo giardinaggio, facendo la spesa e mi dico sempre “dopo posto la ricetta che ho in mente” sempre dopo…poi arriva l’ora di cena e vaiii ai fornelli e poi lavastoviglie quattro chicchiere ed ecco l’ora di andare a letto. E il blog? Domani mi prometto che posto la ricetta e avanti così… Oggi, non ce stato verso ed eccomi qui! Questa ricetta che vi propongo l’ho fatta un paio di settimane fa; mi ha dato l’ispirazione un amico di Simone e mio che ci ha invitato a cena un paio di mesi fa e che ha concluso con una meravigliosa bavarese alle fragole…in realtà tutta la cena è stata meravigliosa…ma questa è un'altra storia...
La ricetta che vi propongo è molto semplice e di sicura riuscita. Le dosi erano per una porzione di dieci persone, ma, la prima volta, per evitare di trovarmi con un metro cubo di bavarese ho provato a fare una piccola dose per due persone. Riporterò tra parentesi le dosi per 2 persone. Et voilà!


Ingredienti: 12 g di colla di pesce – 6 fogli (3 g), 500 g di fragole pulite (125 g), 250 ml di latte fresco (62.5 g), 1 limone buccia grattugiata e succo di metà (una spruzzata), 250 ml di panna fresca (62.5 g), 100 g di zucchero al velo (25 g), 150 g di zucchero semolato (37.5 g)

Preparazione: mettete in ammollo la colla di pesce in acqua molto fredda e lasciatela ammorbidire completamente. Nel frattempo mettete il latte in un pentolino e, unitamente alla buccia grattugiata del limone, scaldatelo senza farlo bollire. Strizzate bene la colla di pesce ormai morbida e unitela al latte caldo; mescolate con un mesto fino al completo scioglimento, poi filtrate il tutto con un colino a maglie fitte e lasciate intiepidire. Lavate, scolate per bene e curate le fragole, quindi tagliatele a pezzi e mettetele in una tazza da frullatore assieme a 150 g (37.5 g) di zucchero semolato e il succo di limone. Frullate tutto fino a ridurre ad una purea e versate tutto in una ciotola capiente. Montate la panna (non troppo ferma) assieme allo zucchero a velo. Unite la purea di fragole, il latte ormai freddo, mescolate ed incorporate con una spatola la panna montata fino ad ottenere un composto omogeneo e senza grumi. Mettete nelle coppette o nello stampo (a seconda della dosa della vostra bavarese), coprite con carta stagnola e mettete in frigo per almeno 4-6 ore (sarebbe meglio se venisse fatto la sera prima).

domenica 6 marzo 2011

Ciambella optical

Quella che vi propongo è un torta semplice che ho fatto un po’ di tempo fa, buona per la colazione o per un te nel pomeriggio, davvero molto gustosa e poco laboriosa. La ricetta è tratta da un ricettario vintage già ho già nominato e che ho sequestrato a mia madre, per il semplice fatto che le torte tratte da qui sono una sicurezza. Riescono sempre. Anche se, come potete vedere dalla foto, ha una forma strana, avrei  voluto fare una ciambella, avrei…infatti mi sono resa conto di non avere uno stampo a ciambella ed ho seguito un consiglio della nonna “noi una volta usavamo mettere un piccolo bollilatte al centro dello stampo così facevamo le ciambelle…mica esistevano gli stampi con il buco al centro!” Io ho pensato, vedi la voce della saggezze e tac! Così ho fatto. Non ho capito bene cos’è successo, se c’è stato un moto ondoso strano all’interno del forno o cosa, fatto sta che il bollilatte si è spostato, si è alzato e si è riempito di impasto. Quando ho sfornato il dolce ho tolto il bollilatte e ho ritagliato con un coltello la pasta dando così una forma optical al dolce. :-) provatela è davvero buona!

Ingredienti: 100 g di burro, 150 g di zucchero, 1 bustina di zucchero vanillinato, 2 uova, un pizzico di sale, 200 g di farina bianca, 6 g di lievito (2 cucchiaini da te rasi), 5 cucchiai da tavola di latte, 150 g di nocciole macinate.
Preparazione: lavorate il burro a crema ed aggiungete gradatamente lo zucchero, lo zucchero vanillinato, le uova e il sale. Impastate a cucchiaiate la farina, già setacciata e mescolata con il lievito, alternando l’aggiunta del latte. Usate solo la quantità di latte sufficiente per una pasta di consistenza tale da staccarsi pesantemente dal mestolo. Incorporate per ultimo alla pasta le nocciole macinate. Mettete l’impasto nello stampo imburrato, infornate a 180° per circa 40 minuti.

p.s. Si lo so, non ho neanche festeggiato degnamente il 2 blogversario...che vergogna!

domenica 6 febbraio 2011

In the mood for cocotte!

Era da un po' che fremevo per farvi vedere il regalino che mi sono fatta a Natale. Un bellissima cocotte rosso fiammante, pardon, ciliegia, misura 31. E' meravigliosa e pesantissima (circa 6 kg). Quando è sul fuoco da un po' ed è calda ci si deve ricordare di aprire il coperchio con una presina altrimenti rischi di trovarti il pomello tattuato a caldo sulla mano (ho provato e non è divertente). Il risultato ottenuto, il pollo con miele e le 4 spezie (che sono noce moscata, pepe, cannella e chiodi di garofano - io non avevo il preparato e l'ho fatto da me), è stato ottimo! Cotto in circa mezz'ora, davvero gustoso. E' stato un lungo parto - ora ho ben presente che cosa significhi dissossare un pollo o alcune parti di esso...brrr...Cancello quelle immagini e signore e signori: la ricetta!
  

Dosi per 4 persone: 4 cosce di pollo, 4 sovracosce, 3 cucchiai di miele, 2 cucchiai di salsa di soia, ½ cucchiaio di “4 spezie”, ½ bicchierino di brandy, ½ cucchiaino di rosmarino tritato fino, sale e pepe q.b.

Preparazione: preparate i pezzi di pollo e metteteli nella vostra cocotte. Cuoceteli prima da una parte e poi dall’altra. Dopo circa 5-10 minuti la carne si presenterà “bianca” all’esterno, lasciatela andare ancora un po’ a fuoco medio. Sfumate con il brandy e di tanto in tanto giratela e “muovetela” in modo che non si attacchi. Quando il brandy e l’acqua rilasciata dalla carne iniziano ad evaporare, aggiungete il miele, le spezie, il rosmarino,la salsa di soia, il sale e il pepe. (Piccolo accorgimento: siccome la salsa di soia è già salata, controllate la salatura). Lasciate cuocere ancora un po’ (5 minuti circa), in modo che i sapori si amalgamino. Servite.

sabato 22 gennaio 2011

Re-styling

Innanzitutto vorrei ringraziare la mitica Paola per il re-styling al mio blog! Lo trovo meraviglioso e lei è stata bravissima perché ha saputo cogliere nel segno pur avendo poche indicazioni e pure confuse ;) Grazie davvero di cuore! Ed ora la ricetta!
La “pinsa” è un dolce che qui, dalle mie parti, viene preparato durante il periodo dell’Epifania, e solitamente viene offerto durante i falò epifanici accompagnato da vin brulè o da un semplice tè, oppure lo si trova in vendita nei forni. Una volta, veniva preparato in ogni casa, ognuno aveva la propria ricetta, con i propri ingredienti e i propri segreti. Io ho trovato questo ritaglio, scritto con grafia incerta, che avevo dimenticato di avere e che ho trovato quasi per caso. Così ho pensato di far rivivere vecchi ricordi, sapori dimenticati cucinando questo dolce.


Vi raccomando di prepararlo in un recipiente GRANDE, enoooorme. Ve lo dico perché a me è successo un piccolo incidente: preparato l’impasto, ho abbandonato tutto, lasciandolo lì incustodito; non riuscendo ad essere a casa prima di un’ora e mezza (quando il tempo di lievitazione è un’ora) l’impasto era fuoriuscito…no comment! Se dovesse capitarvi, mantenete la calma, anche se sentite caldo nella schiena, fate un respiro, rovesciate tutto nello stampo, questo non avrà nessuna conseguenza sulla riuscita del dolce.

Ingredienti: 1 tazza di farina di polenta (200 g circa), ½ litro di latte bollente, 1 pizzico di sale, 250 g di fichi secchi, 250 g di uvetta, 1 cucchiaio abbondante di semi di finocchio, 1 tazzina di caffè di olio di semi, 1 scorza di arancia grattugiata, 1 scorza di limone grattugiata e succo, 2 uova, 2 cucchiai di zucchero, 1 cubetto e mezzo di lievito di birra sciolto in poco latte tiepido, farina 00 q.b. (io ho aggiunto circa 500g).
Preparazione:In un recipiente molto capiente bagnate la farina di polenta con il latte bollente e il pizzico di sale. Aggiungete i fichi, l’uvetta, i semi di finocchio e l’olio di semi mescolando un po’. Lasciate raffreddare e riposare cosicché i liquidi siano assorbiti dalla frutta secca e dalla farina di polenta. Una volta freddo, aggiungete le uova, una alla volta, lo zucchero, il lievito sciolto in poco latte tiepido e mescolate. Aggiungete la farina fino a quando l’impasto si stacca, pesantemente, da solo dal cucchiaio di legno. Coprite la pasta per un ora e lasciate lievitare in un luogo tiepido. Passato il tempo di lievitazione, ungete bene uno stampo, versate l’impasto nello stampo e infornate a 180° per 50-60 minuti.

domenica 26 dicembre 2010

Christmas time

Eccoci!!
Quest'anno non sono riuscita a fare milioni di biscotti...mi sono limitata ad una "biscottata" unica, ma seria, visto la quantità! Questo post è per augurarvi un sereno 2011, che ogni vostro desiderio si possa avverare!

giovedì 16 dicembre 2010

Victoria Sponge

Ieri era il mio giorno di ferie. Un regalo che mi sono fatta. Un inno ad Anna! Sono stata una settimana in ferie e ho corso a destra e a manca e via di qua e via di là. Ieri no. Chiuso. E per celebrare alla grande questo mio giorno di totale libertà ho scelto di applicarmi in una delle cose che più mi diverte fare: un dolce, ed ho scelto lei, LA torta. Quella degli english tea, che è facile da fare, ma che ha il “wow-factor”: la Victoria Sponge. Anche il nome sa di buono. La Victoria che da il nome a questa torta è proprio la regina, che amava bere la sua cup of tea pomeridiana accompagnata da questo dolce (e da quanto ho letto in giro pare sia stata proprio lei ad inventare il tea time…o meglio una delle sue dame di compagnia, che tra l’altro si chiamava Anna – un nome, una garanzia). Che bel modo per ricordare un sovrano. Anzi se un giorno, per caso, dovessi diventare regina, cosa che vedo molto (im)probabile, vorrei che mi fosse dedicata una torta! La ricetta è tratta da un giornale che ho comprato durante le mie ultime vacanze in UK che si intitola “Delicious” e questo dovrebbe già dire tutto. Il giornale riporta anche le calorie per ogni fetta di dolce… io so tenere i segreti! God save the Queen.
 

Ingredienti: (per la torta) 225 g di burro, 225 g di zucchero, 4 uova, 225 g di farina auto-lievitante, 1 cucchiaio di estratto di vaniglia, 4 cucchiai di latte, zucchero a velo per decorare.
(per la crema pasticcera): 250 ml di latte, ½ bacello di vaniglia, 3 tuorli d’uovo, 45 g di zucchero, 40 g di maizena o amido di mais, marmellata per decorare.
Preparazione: riscaldate il forno a 180°. Lavorate assieme il burro e lo zucchero fino a quando non sarà morbido e spumoso. Aggiungete le uova, uno alla volta, con un po’ di farina e continuate a mescolare. Aggiungete la farina restante, l’estratto di vaniglia e il latte, lavorando fino a quando l’impasto non sarà liscio. Cuocete in uno stampo, precedentemente imburrato, dal diametro di 20cm, in forno per 20-25 minuti o fino a quando la torta sarà dorata. Se, come me, avete a disposizione un solo stampo dovete fare due cotture. Fate attenzione a dividere equamente l’impasto, altrimenti le torte saranno una più spessa e una più fina (tipo la mia…). Preparate la crema pasticcera: scaldate il latte con il bacello di vaniglia. Lavorate assieme i tuorli e lo zucchero fino ad ottenere una crema giallo chiaro, aggiungete l’amido. Quando il latte bolle, toglietelo dal fuoco e aggiungetelo al composto di uova-zucchero-maizena. Mescolate bene e mettete tutto di nuovo sul fuoco e portate ad ebollizione. Una volta ottenuta la crema, lasciate raffreddare, mescolando di tanto in tanto, per fare in modo che non si formi la “tela” sopra. Ora componete il dolce. Ah! Se avete un forno tipo il mio che cucina dolci con una bella cupola in mezzo, senza che ciò gli sia richiesto, girate il dolce, usando la parte deforme come base. Mettete una torta, poi un abbondante strato di crema pasticcera, la marmellata (gusto a scelta anche se l'originale prevede la strawberry jam, la mia era peach jam) e di nuovo un’altra torta. Cospargete il tutto con zucchero a velo e servite.

lunedì 8 novembre 2010

Are you pumpkin experienced?! - Gli gnocchi di zucca

Mi perdoni il buon Jimi Hendrix se ho storpiato un titolo di un suo disco per il titolo del mio post, ma ci cadeva a pennello! Non avevo mai cucinato la zucca, non avevo alcuna esperienza perché ogni volta che chiedevo informazioni su come “trattarla” non ricevevo mai risposte convincenti. “Devi assicurarti che la qualità sia quella giusta” oppure per cuocerla “tagliala a pezzi, ma non troppo grandi (perché non si cuoce dentro) ne troppo piccoli (perché altrimenti va in poltiglia)”oppure “devi cuocerla un giorno prima”. Per non parlare quando ho chiesto informazioni su come fare gli gnocchi di zucca, ma non quelli di zucca e basta, ma di zucca e patate “eeeh lì devi vedere tu, a occhio” mmmh…sempre più difficile. Poi un giorno, come per magia, è arrivata l’ispirazione, e con un coltellaccio da fare invidia a Jack lo Squartatore, ho affrontato la malcapitata cucurbitacea. Ho scoperto che la zucca ha la buccia durissima (e non come l’anguria, come pensavo erroneamente io, ma scusate, oltreoceano anche i bambini intagliano la zucca! Gli americani che coltelli hanno e soprattutto che forza hanno??), tanto che ho dovuto farmi aiutare da qualcuno con più forza di me (per esempio papà…uno a caso).  L’ho sbucciata, le ho tolto i semi , l’ho tagliata a pezzettoni (come il melone per la macedonia), messa in una pirofila e messa in forno a microonde per 20 minuti alla massima potenza! Una volta cotta, l’ho passata al passaverdura et voilà!! La mia zucca pronta per gli gnocchi!
 

Ingredienti: 400 gr di zucca, 400 gr di patate, 1 uovo, 200 gr di farina 00, un pizzico di sale.

Preparazione: lessate in abbondate acqua le patate con la buccia. Una volta pronte, privatele della buccia e schiacciatele con lo schiacciapatate su una spianatoia preventivamente infarinata. Quando sono ancora calde iniziate a lavorarle, aggiungendo la zucca già preparata, l’uovo e il pizzico di sale. Se vi sembra che l’impasto sia troppo “appiccicaticcio” aggiungete farina (io ho messo una dose indicativa, ma dipende dalle patate che avete usato). Quando avrete ottenuto una pasta soda, staccatene una parte e fate un “filoncino” tagliate a pezzetti di 2 cm l’uno. Nel frattempo mettete a bollire l’acqua di cottura. Quando avrete terminato di tagliare gli gnocchi e l’acqua avrà iniziato a bollire, buttate abbondante sale e iniziate a buttare dentro gli gnocchi. Quando verranno a galla saranno pronti. Nella foto che ho scattato sono conditi con un ragù di salsiccia strepitosamente buono, opera dello chef Simone (la ricetta in un prossimo post), ma potete condirli anche con burro e salvia o burro e ricotta affumicata! :) Bontà divina!